21/10/2009
Vita e foto di Sylvia Plath
Sylvia Plath (Boston, 27 ottobre 1932 – Londra, 11 febbraio 1963) è stata una poetessa e scrittrice statunitense.


19:18
Scritto da: moonfayre
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Cronaca di un suicidio annunciato.
(Jamaica Plain, Boston, 27 ottobre 1932 - North Tawton, Devon, 11 febbraio 1963)
“I poeti che amo sono posseduti dai loro versi come dal ritmo stesso del loro respiro” Sylvia Plath
Sei giorni dopo, un biglietto appuntato alla carrozzina del figlio: “Per favore, chiamate il dottor Horder”. A trovarlo, la mattina, è il vicino di casa di Sylvia.
Nelle prime ore dell'11 febbraio Sylvia Plath posa accanto ai lettini dei bambini pane e latte, apre la finestra della loro camera e sigilla le fessure della porta con nastro adesivo e asciugamani bagnati. Anche in cucina sigilla tutte le fessure.
Addormentata con la testa nel forno, la guancia appoggiata a un tovagliolo, il gas aperto. Così si presenta la scena della morte di Sylvia Plath, una scena da lei stessa costruita, lucidamente, per non lasciare nulla al caso.
“La scrittura è un rito religioso: è un ordine, una riforma, una rieducazione al riamore per gli altri e per il mondo come sono e come potrebbero essere. Una creazione che non svanisce come una giornata alla macchina da scrivere o in cattedra. La scrittura resta: va sola per il mondo.”
Edge (Limite) è l'ultima poesia scritta da Sylvia prima della sua morte, a soli trentuno anni. Edge significa anche orlo, ciglio, bordo, confine, filo di lama, vantaggio. Ultimo componimento di una vita dedicata alla scrittura, al difficile esperimento di far coincidere la letteratura con la vita, alla ricerca di uno spazio in cui non fosse tanto difficile vivere e in cui la poesia, la sua poesia, fosse accettata, letta, pubblicata e riconosciuta senza generare il dolore profondo che la perseguitava senza tregua.
“Voglio scrivere perché ho bisogno di eccellere in uno dei mezzi di interpretazione della vita. [...] La scrittura è necessaria alla sopravvivenza del mio spocchioso equilibrio come il pane per il corpo. [...] Ho bisogno di scrivere e di esplorare le profonde miniere dell’esperienza e dell’immaginazione, far uscire le parole che, esaminandosi, diranno tutto...”
18:51
Scritto da: moonfayre
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Pubblicazioni e ripubblicazioni Sylvia Plath
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Plath
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Sylvia Plath
18:42
Scritto da: moonfayre
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A proposito di Sylvia Plath (1932-1963)
Trieste, 16 ottobre 2008
Circolo Aziendale delle "Assicurazioni Generali"
nell'ambito del ciclo di incontri
L'altro sguardo: poetesse che leggono poetesse
organizzato da Claudio Grisancich
"You are too clever to live!"
(Henry James, The Pupil)
La nota romanziera americana Joyce Carol Oates intitola un suo meditato saggio – posto a introduzione della prima edizione Oscar Mondadori, aprile 2004 – “L’agonia del Romanticismo: la poesia di Sylvia Plath”. In realtà, come lei stessa riconosce, non vi si tratta solo della fase terminale di un grande periodo letterario che, avendo ormai esaurito slancio iniziale e piena travolgente maturità, mostra le corde, per così dire, cioè non riesce più a nascondere i propri aspetti oltranzisti o gli squilibri e le insufficienze dei suoi ultimi cultori. Come tanti altri commentatori della produzione lirica e narrativa di Plath, la Oates si trova a dover fare i conti con la specificità dei rapporti familiari e, soprattutto, con i complicati problemi psicopatologici di una mente e di una sensibilità di rara acutezza inevitabilmente costrette a confrontarsi con le crude o magari soltanto banali realtà dell’umana condizione.
Nessuno, che io sappia, pone in dubbio l’altezza, la validità e smagliante intensità della scrittura di questa meteora del firmamento letterario americano: Oates, caso mai, pone sotto accusa in massima parte la temperie culturale in cui la fanciulla, la ragazza, la sposa e presto madre di due bimbi si trovò a vivere. Già ci si aspettava, ad esempio, che una donna studiasse e poi eventualmente lavorasse come e quanto un uomo: senza che per questo venisse meno l’insuperabile diritto/dovere della meravigliosa togetherness, cioè lo ’stare insieme’ di uomo e donna in legittimo e fedele matrimonio. Molto malvisto il divorzio, anche se legalmente permesso. Ma Sylvia, come del resto tante altre, si trovò senza sufficiente aiuto domestico quando più le sarebbe stato necessario: madre di figli piccoli ma invasa e quasi travolta – è il caso di dirlo – dalla propria istanza espressiva in campo creativo. La parte più abbondante e interessante della sua produzione appartiene infatti agli ultimi mesi di vita, poco prima del suicidio avvenuto l’11 febbraio 1963 nella sua stessa casa, con i bambini che dormivano al piano di sopra.
17:30
Scritto da: moonfayre
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Sylvia Plath pubblicazioni
Su Sylvia Plath si è scritto in quantità, a celebrarla c’è stato persino un film, Sylvia – interpretato da Gwineth Paltrow e Daniel Craig – mai uscito in Italia, ma soprattutto tutte le opere postume, che fanno di lei una delle scrittrici più sottovalutate in vita e più sfruttate da morte. A parte questa parentesi (irrilevante?), non c’è dubbio che La campana di vetro, suo unico romanzo pubblicato nel 1963 un mese prima della sua morte, e Johnny Panic e la Bibbia dei Sogni siano tra le opere più importanti dell’autrice americana, benchè lei stessa fosse più concentrata a ricamarsi il ruolo di poetessa che di narratrice.
La campana di vetro, scritto sotto lo pseudonimo di Victoria Lucas, è certamente l’opera più matura e fortemente voluta dall’autrice. Non solo per la sua valenza autobiografica, ma per coerenza di stile e i notevoli sforzi che la Plath impiegò per portarlo a termine, rievocando esperienze estreme come le cure con l’elettroshock e le sue disatrose conseguenze.
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12:05
Scritto da: moonfayre
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